martedì , 6 dicembre 2022
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Archivio della categoria: Recensioni

81. Recensione a: Roberta Corvi, Ritorno al pragmatismo. L’alternativa Rorty – Putnam, Mimesis, Milano-Udine 2017, pp. 168. (Claudio Davini)

Negli ultimi anni, in seguito a decenni di colpevole indifferenza, il pragmatismo ha iniziato a suscitare interesse anche al di fuori della sua terra natia, gli Stati Uniti d’America. La rinnovata attenzione nei confronti di questa importante corrente filosofica, che nel secondo dopoguerra era stata relegata ai margini dell’attività accademica a causa del ruolo preponderante che la filosofia analitica era ... Continua a leggere »

80. Recensione a: Rosa M. Calcaterra, Giovanni Maddalena, Giancarlo Marchetti (a cura di), Il pragmatismo. Dalle origini agli sviluppi contemporanei, Carocci, Roma 2015, pp. 356. (Riccardo Cravero)

Il pragmatismo è una di quelle correnti filosofiche che unisce al suo interno due paradossali tendenze: la prima è la peculiare propensione ad adottare un andamento “carsico”, con momenti di grande successo e subitanee e protratte eclissi alternati nel corso della storia della filosofia contemporanea, la seconda è la sua evidente influenza sul panorama filosofico pur in assenza di un ... Continua a leggere »

79. Recensione a: Umberto Crocetti, Il dialogo. Paradossi ed opportunità, Agorà & Co., Lugano 2019, pp. 141. (Igor Tavilla)

Il dialogo. Paradossi ed opportunità di Umberto Crocetti, professore di filosofia presso il Liceo classico “G. Leopardi” di Aulla in Lunigiana, è una convincente e appassionata perorazione della prassi dialogica, colta nella sua duplice valenza agonistica e terapeutica, attraverso un inedito confronto a distanza tra i due “più grandi spiriti negatori della storia” – così l’autore definisce Socrate e Nietzsche. ... Continua a leggere »

78. Recensione a: Enrica Lisciani-Petrini, Vita quotidiana. Dall’esperienza artistica al pensiero in atto, Bollati Boringhieri, Torino 2015, pp. 262. (Luca Guidetti e Ludovica Neri)

Sottoporre a indagine la vita quotidiana significa esporsi al rischio di una semplice ricognizione dei luoghi in cui essa si manifesta, perdendosi nella molteplicità delle cose e degli eventi che, senza un’apparente continuità, caratterizzano ciò che “incontriamo” e che decretiamo come “reale” nel vissuto di tutti i giorni. Non è questo il caso del bel libro di Enrica Lisciani-Petrini, docente ... Continua a leggere »

77. Recensione a: S. Rosen, La questione dell’essere. Un capovolgimento di Heidegger, trad. it. di G. Frilli, ETS, Pisa 2017, pp. 306. (Alberto Giovanni Biuso)

Il dispositivo teoretico dell’heideggerismo produce di continuo critiche, riprese, abbandoni. L’ambizione di Stanley Rosen di capovolgere tale dispositivo contiene in sé tutti questi elementi. L’obiettivo di Rosen consiste, infatti, nell’analisi critica della tesi heideggeriana che interpreta la filosofia di Nietzsche come platonismo capovolto e dunque in ogni caso come platonismo, nel noto significato per il quale, nello sviluppo da Platone ... Continua a leggere »

76. Recensione a: J.-P. Sartre, L’età della ragione, trad. it. di O. Vergani riv. da P.M. Bonora, premessa di P. Caruso, Bompiani, Milano 2017, pp. 363. (Federico Tinnirello)

La filosofia deve sempre parlare della libertà. Questa è la convinzione che muove Jean-Paul Sartre a scrivere una trilogia di romanzi, denominata I Cammini della libertà, che si propongono di costruire un’analisi filosofica del problema della libertà. L’età della ragione, pubblicato nel 1945, costituisce il primo romanzo di questa trilogia, e la sua centralità e profondità filosofica nell’itinerario sartriano costituisce ... Continua a leggere »

75. Recensione a: E. Cassirer, Il diritto e la ragione. Rousseau, Kant, Goethe, a cura di G. Raio, Donzelli, Roma 2017, pp. XX-152. (Cosimo Nicolini Coen)

In Pour une morale au-delà du savoir (1998) Catherine Chalier metteva in evidenza come la storia del XX secolo abbia definitivamente screditato l’istanza secondo cui il progresso conoscitivo e tecnico costituirebbe la premessa all’affermarsi della condotta morale dell’uomo. Scriviamo “definitivamente” poiché – come Chalier indica – “le constat de l’abîme qui sépare culture et moralité est ancien”. La condotta etica ... Continua a leggere »

74. Recensione a: F. Remotti, Somiglianze. Una via per la convivenza, Laterza, Roma-Bari 2019, pp. 375. (Giacomo Pezzano)

Muoversi in maniera insieme decisa e feconda nell’intreccio di antropologia, filosofia, psicologia, storia e attualità è capacità rara, che Remotti – non è certo la prima volta per lui – fa lavorare lungo sette corposi capitoli, i quali ruotano intorno alla proposta di fuoriuscire dalla finzione dell’identità e dell’individualismo per fare ingresso nella rete mobile della somiglianza e dei “con-dividui”. ... Continua a leggere »

73. Recensione a: Th. W. Adorno, Variazioni sul jazz. Critica della musica come merce, a cura di G. Matteucci, trad. it. di S. Marino, Mimesis, Milano-Udine 2018, pp. 143. (Giovanni Mugnaini)

È innegabile che spesso, di fronte a pensatori molto complessi dal punto di vista intellettuale, i soli elementi che riescono a fuoriuscire dal dibattito prettamente accademico per diventare, per così dire, di dominio pubblico, siano quelli più immediatamente “controversi”. Là dove con “controversi” intendo quelli che più facilmente (ma sempre erroneamente nel caso di autori, come Adorno, mai banalmente “manichei”) ... Continua a leggere »

72. Recensione a: Danilo Manca, La disputa su ispirazione e composizione. Valéry fra Poe e Borges, ETS, Pisa 2017, pp. 174. (Marta Vero)

T.S. Eliot, nel suo saggio del 1948 From Poe to Valéry, individuava in Baudelaire, Mallarmé e Valéry i più importanti epigoni di Edgar Allan Poe. Malgrado la scarsa considerazione di cui l’estetica di Poe aveva goduto in ambiente anglosassone, secondo Eliot erano questi tre autori francesi ad aver riabilitato la teoria della composizione dell’autore di The Raven. Essi formavano, così, ... Continua a leggere »