giovedì , 11 agosto 2022
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Archivio della categoria: Recensioni

44. Recensione a: Edoardo Fugali, Corpo, il Mulino, Bologna 2016, pp. 224. (Alberto Giovanni Biuso)

Siamo corpotempo, siamo finitudine e passione, siamo bisogno e azione, siamo trasformazione e costanza. La Grecità arcaica comprese bene questa complessità e la espresse nelle forme del mito, dell’epica, della riflessione filosofica. In Omero è «documentabile la presenza di un concetto unitario del sé, sia pure distribuito in una molteplicità di istanze. Il soggetto incorporato è infatti dotato di una ... Continua a leggere »

43. Recensione a: Alex Pagliardini, Il sintomo di Lacan. Dieci incontri con il reale, Galaad Edizioni, Giulianova, 2016, pp. 382. (Silvia Vizzardelli)

Tra i lettori e interpreti di Lacan è diffusa una tentazione: quella di decifrare la sua parola. Posti di fronte alla straordinaria complessità del suo insegnamento, a essere perlopiù solleticata è la smania della disambiguazione. In alcuni si sente proprio quel gusto della trovata, della chiave che consente di sciogliere l’enigma. L’ultimo libro di Alex Pagliardini, Il sintomo di Lacan ... Continua a leggere »

42. Recensione a: Vincenzo Bochicchio, Percezione, Guida, Napoli 2013, pp. 228. (Alberto G. Biuso)

Uno degli elementi più importanti del sapere filosofico è che ogni suo specifico problema riflette tutti gli altri. Non è possibile, ad esempio, praticare l’indagine sulla conoscenza al di fuori di una precisa concezione dell’essere, né – di converso – l’ontologia è separabile dalla gnoseologia. Il tema della percezione è particolarmente adatto a comprendere la profonda unità della filosofia poiché ... Continua a leggere »

41. Recensione a: Karl Jaspers, Della verità. Logica filosofica, a cura di Diego D’Angelo, Bompiani, Milano, 2015, pp. LXVI + 2218. (Ludovica Neri)

A circa settant’anni di distanza dalla pubblicazione della seconda grande opera di Karl Jaspers, Von der Wahrheit (1947), compare oggi, con il titolo Della verità, la sua traduzione italiana, a cura di Diego D’Angelo e con testo tedesco a fronte. Dopo Filosofia (1932) e i cicli di lezioni Ragione ed esistenza (1935) e La filosofia dell’esistenza (1938), Jaspers si dedicò, ... Continua a leggere »

40. Recensione a: Antony A. Long, La mente, l’anima, il corpo. Modelli greci, trad. it. di Mauro Bonazzi, Einaudi, Torino, 2016, pp. XII-152. (Alberto G. Biuso)

L’origine, la genealogia, la pluralità di significati che i concetti di mente e di sé possiedono nelle lingue europee sono il frutto del modo in cui i Greci elaborarono l’indagine sull’umano. Conoscere se stessi – la nostra natura, le sue possibilità e i suoi limiti – è assai più difficile di quanto il successo della formula delfica tenda a nascondere. ... Continua a leggere »

39. Recensione a: Rocco Ronchi, Gilles Deleuze. Credere nel reale, Feltrinelli, Milano, 2015, pp. 144. (Pietro Terzi)

Fra i grandi della sua generazione, Deleuze più di tutti è stato oggetto, in vita e in morte, di un asfissiante culto delle reliquie. Non è raro che la creatività linguistica e concettuale di un autore diventi canone per i suoi allievi e continuatori. L’instaurazione delle ortodossie filosofiche ha un decorso piuttosto noto: un movimento di pensiero viene cristallizzato nei ... Continua a leggere »

38. Recensione a: Roberto Marchesini, Etologia Filosofica. Alla ricerca della soggettività animale, Postfazione di Felice Cimatti, Mimesis, Milano-Udine, 2016, pp. 121. (Lucia Zaietta)

Il tema dell’animalità – l’indagine su ciò che contraddistingue l’essere animale – sta acquisendo un ampio spazio nella filosofia contemporanea. In particolare, accanto agli studi esclusivamente etici che a partire dagli anni ’70 si interrogano su quali diritti estendere e a quali animali, si assiste a un crescente numero di approcci che s’installano su un campo eminentemente teoretico e che, ... Continua a leggere »

37. Recensione a: Craig Callender (ed. by), The Oxford Handbook of Philosophy of Time, Oxford University Press Oxford 2011, pp. XIV-689. (Alberto G. Biuso)

«We are temporal beings» (p. 460), scrive Jenann Ismael all’inizio del suo contributo a questo denso e ricco Oxford Handbook of Philosophy of Time. Non c’è alcun dubbio sul fatto che siamo dispositivi temporali, semantici e desideranti. Tre determinazioni che sono una, come unitaria e molteplice è la struttura della temporalità quale «gewesend-gegenwärtigende Zukunft» (Heidegger, Sein und Zeit, § 65). ... Continua a leggere »

36. Recensione a: Martin Heidegger, La dottrina delle categorie e del significato in Duns Scoto, trad. it. di Antonello D’Angelo, Mimesis, Milano-Udine, 2015, pp. 261. (Alberto G. Biuso)

Nella tesi di abilitazione di Martin Heidegger (1915) sono presenti alcuni dei nuclei teoretici dell’intero percorso del filosofo, senza che questo sottragga nulla al problema specifico che vi viene affrontato in modo anche assai tecnico e con riferimenti costanti a filosofi contemporanei come Rickert e Husserl (di quest’ultimo vengono citate di frequente le Logische Untersuchungen). Heidegger riconosce pienamente la ricchezza ... Continua a leggere »

35. Recensione a: Renato Curcio, L’IMPERO VIRTUALE. Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale, Sensibili alle foglie, Roma, 2015, pp. 112. (Alberto G. Biuso)

l di là di ogni contrapposizione tra ‘apocalittici’ e ‘integrati’, l’analisi che questo libro dedica alle dinamiche più profonde delle società contemporanee e dei loro strumenti di controllo si avvale di alcuni dispositivi concettuali che di tali processi rivelano con chiarezza significati, origini e sviluppi. Internet è, infatti, tante e diverse cose: «Uno sviluppo del capitalismo globale, una tecnologia innovatrice, ... Continua a leggere »