sabato , 25 maggio 2024
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Archivio della categoria: Recensioni

150. Recensione a: Alberto Giovanni Biuso, Chronos. Scritti di storia della filosofia, Mimesis, Milano-Udine 2023, pp. 411. (Sarah Dierna)

Nel mondo greco il tempo, come l’essere, si dice in molti modi: aion, come eternità che non indica però un immobilismo fuori dal tempo bensì il permanere dell’essere nell’impermanenza delle parti in cui si eventua; kairos, come attimo, grazia e pienezza dell’adesso; chronos, infine, come tempo che diviene secondo il prima e il poi e in questo fluire fa sì ... Continua a leggere »

149. Recensione a: Hans Blumenberg, Die ontologische Distanz. Eine Untersuchung zur Krisis der philosophischen Grundlagen der Neuzeit, hrsg. von Nicola Zambon, Suhrkamp, Frankfurt a.M. 2022, pp. 378. (Piero Carreras)

Sono passati più settant’anni da quando Hans Blumenberg ha discusso la sua tesi di dottorato, Die ontologische Distanz, all’Università di Kiel. È un’ironia degna di una delle sue vignette filosofiche il fatto che ci sia voluto quasi un altro intero tempo della sua vita prima che questo testo venisse pubblicato. La curatela di Nicola Zambon, che arriva a due anni ... Continua a leggere »

148. Recensione a: Francesca De Vecchi, La società in persona. Ontologia sociale qualitativa, il Mulino, Bologna 2022, pp. 269. (Valeria Bizzari)

Tra i vari mobili che ho comprato negli ultimi anni, il mio preferito è forse il più brutto: una panca di legno sulla quale ho messo la stampante e un oggetto prezioso – una cornice con la foto di Heidelberg che mi è stata regalata quando ho dovuto lasciare la città in occasione del mio trasferimento in Belgio. Quella panca ... Continua a leggere »

147. Recensione a: Leo Strauss, La filosofia politica di Hobbes. Il suo fondamento e la sua genesi, a cura di C. Altini, ETS, Pisa 2022, pp. 248. (Cristiano Barbieri)

La filosofia politica di Hobbes. Il suo fondamento e la sua genesi è senza dubbio uno dei libri più importanti di Leo Strauss (1899-1973). Il lettore e l’appassionato non possono che rallegrarsi nel vedere di nuovo pubblicato un testo fondamentale che era ormai introvabile da molti anni. Questo studio hobbesiano risalente al 1936 è stato decisivo per la carriera universitaria ... Continua a leggere »

146. Recensione a: Giuseppe Cambiano, Filosofia greca e identità dell’Occidente. Le avventure di una tradizione, il Mulino, Bologna 2022, pp. 792. (Federico Casella)

Il titolo adottato da Giuseppe Cambiano per la sua monografia – Filosofia greca e identità dell’Occidente – potrebbe suggerire, solamente a un primo sguardo rapido e superficiale, che tale lavoro rappresenti la semplice trasposizione in un manuale della radicata concezione secondo la quale la filosofia greca costituì un elemento irrinunciabile, fondamentale e fondativo di ogni espressione del pensiero occidentale. In ... Continua a leggere »

145. Recensione a: Byung-Chul Han, Infocrazia. Le nostre vite manipolate dalla rete, a cura di F. Buongiorno, Einaudi, Torino 2023, pp. 79. (Mattia Spanò)

L’intero fluisce, mutando e permanendo, nell’avvicendarsi dei frammenti che lo costituiscono. L’uomo ne ascolta, elabora, metabolizza e ripropone i cenni, gli spunti, le indicazioni. Avvolto dal meraviglioso e terribile mutare permanente e permanere mutevole, non può che configurarsi – ancora e sempre – come Zeigender: colui che indica. Non basta, però, fermarsi a ciò. Farlo significherebbe contestualizzare l’umano in un ... Continua a leggere »

144. Recensione a: Silvia Dadà, Etica della vulnerabilità, Morcelliana, Brescia 2022, pp. 144. (Lorenzo Carbone)

Nel corso del Novecento fino ad oggi si è verificata una serie di eventi storici che pongono l’essere umano di fronte alla propria fragilità. Le due guerre mondiali e lo scoppio della bomba atomica, la rivoluzione tecnologica e la legge del mercato, il fenomeno migratorio e la pandemia di Covid 19 mostrano l’impossibilità di controllo sul mondo, che per lungo ... Continua a leggere »

143. Recensione a: Alessandra Filannino Indelicato, Per una filosofia del tragico. Tragedie greche, vita filosofica e altre vocazioni al dionisiaco, Mimesis, Milano-Udine 2019, pp. 216. (Stefano Piazzese)

Comprendere vuol dire entrare nella struttura delle cose, attraversarle, coglierne i tratti distintivi che indicano costantemente la tensione speculativa che si protende verso un fondamento ultimo; una tensione mai risolta che la tragedia greca coglie e che per prima nella storia enuncia chiaramente in forza della parola poetica. Alessandra Filannino Indelicato spiega per quali ragioni la filosofia dovrebbe occuparsi del ... Continua a leggere »

142. Recensione a: Filippo Nobili, La prospettiva del tempo. L’idealismo fenomenologico di Husserl come autoesplicitazione della soggettività trascendentale, Mimesis, Milano-Udine 2022, pp. 406. (Lorenzo Biagini)

Comprendere la fenomenologia di Husserl, una delle più rilevanti tradizioni filosofiche novecentesche, vuol dire interrogarsi anche e soprattutto sul senso più proprio del suo idealismo trascendentale, spesso diventato punto di contestazione da parte di tanti suoi allievi ed eredi più o meno prossimi. Tale impresa interpretativa è al centro del lavoro di Nobili, che affronta il mare magnum husserliano adottando ... Continua a leggere »

141. Recensione a: Lucrezia Fava, Heidegger e la Gnosi, Mimesis, Milano-Udine 2022, pp. 353. (Enrico Palma)

In questo ampio e documentato volume Lucrezia Fava si pone il non facile compito di discutere sullo gnosticismo storico (differenziandolo da una gnosi filosofica che invece ne costituisce un’intensificazione teoretica e metafisica) e sulla filosofia di Martin Heidegger. Il libro, tuttavia, non si esaurisce sterilmente né sul primo né sul secondo dei punti sollevati, problematizzando le questioni, facendo emergere tratti ... Continua a leggere »