{"id":4158,"date":"2016-11-13T09:23:35","date_gmt":"2016-11-13T08:23:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/?p=4158"},"modified":"2016-11-13T09:26:31","modified_gmt":"2016-11-13T08:26:31","slug":"discipline-filosofiche-xxvi-1-2016-ontologie-fenomenologiche-individualita-essenza-idea-a-cura-di-simona-bertolini-e-faustino-fabbianelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/ultimi-numeri\/discipline-filosofiche-xxvi-1-2016-ontologie-fenomenologiche-individualita-essenza-idea-a-cura-di-simona-bertolini-e-faustino-fabbianelli\/","title":{"rendered":"Discipline Filosofiche XXVI, 1, 2016: Ontologie fenomenologiche: individualit\u00e0, essenza, idea, a cura di Simona Bertolini e Faustino Fabbianelli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:right\"><a href=\"http:\/\/www.torrossa.com\/resources\/an\/3154495?ref=http:\/\/www.quodlibet.it\/rivista\/9788874629534\"><span style=\"font-size:16px;color:#ff0000\">Buy the electronic version<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-2016-1-fronte.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4004 alignleft\" src=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-2016-1-fronte.jpg\" alt=\"copertina-2016-1-fronte\" width=\"280\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-2016-1-fronte.jpg 3308w, https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-2016-1-fronte-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-2016-1-fronte-686x1024.jpg 686w, https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-2016-1-fronte-16x24.jpg 16w, https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-2016-1-fronte-24x36.jpg 24w, https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copertina-2016-1-fronte-32x48.jpg 32w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><\/a> L\u2019espressione \u201contologia fenomenologica\u201d, pi\u00f9 che alludere a un campo di ricerca circoscritto, designa una costellazione di indagini che ha preso forma nella tradizione di pensiero inaugurata da Husserl. La direzione trascendentale seguita dalla filosofia husserliana ha certo contribuito a metterla in ombra, veicolando un\u2019immagine della fenomenologia come istanza filosofica il cui asse si trova spostato verso gli atti del soggetto piuttosto che verso la decifrazione della sfera oggettuale. Del resto, sebbene la fenomenologia trascendentale non escluda affatto l\u2019indagine ontologica (come dimostra la densa Sezione \u201cEssenza e conoscenza eidetica\u201d di\u00a0<em>Idee I<\/em>), resta indubbio che lo sviluppo dell\u2019ontologia sia destinato a mantenere un ruolo ancillare rispetto al contesto problematico in cui essa si radica, come dimostrerebbero tanto l\u2019appiattimento del concetto di oggetto sulla nozione di\u00a0<em>noema<\/em> quanto la determinazione del suo statuto in relazione alla soggettivit\u00e0 costituente. Non \u00e8 dunque casuale che la combinazione di fenomenologia e ontologia venga anzitutto sperimentata da autori che comprendono la propria formazione intellettuale come risalente al\u00a0<em>realismo fenomenologico <\/em>delle origini: a quel clima culturale dei primi anni del Novecento radicatosi in particolare nei cosiddetti Circoli di Monaco e Gottinga, sulla scia del metodo e dello spirito filosofici inaugurati dalle <em>Ricerche logiche<\/em> husserliane, nonch\u00e9 testimoniati ed esemplificati dagli insegnamenti dello stesso Husserl e dalla figura di Adolf Reinach. \u00c8 in questo contesto, dominato dall\u2019invito a lasciar parlare le \u201ccose stesse\u201d al di l\u00e0 di qualunque riduzionismo, che giovani fenomenologi come Jean Hering, Roman Ingarden, Edith Stein e Hedwig Conrad-Martius si preparano a svolgere le loro analisi su un terreno dichiaratamente ontologico. Nonostante questo sostrato biografico e culturale, ove ci si chieda cosa si intende per ontologia fenomenologica e cosa accomuna i suoi esponenti, la risposta non pu\u00f2 che rimandare ai testi dei singoli pensatori: al lettore ed interprete si profiler\u00e0 in tal modo un quadro generale rappresentato da quella che abbiamo detto essere una\u00a0<em>costellazione<\/em> di indagini, a cui si accompagnano, determinandola con pi\u00f9 precisione, diversi modi in cui la pratica ontologica fonda e concepisce se stessa. Se il confronto con l\u2019ontologia formale della\u00a0<em>Terza ricerca <\/em>husserliana e il rifiuto di un\u2019impostazione trascendentale in nome di un approccio realistico sono due tratti fondamentali che accomunano gli autori citati, differenti sono i termini entro cui essi ritengono che si possa e debba realizzare un tale assunto teorico. Indubbiamente il punto di partenza per questi fenomenologi \u00e8 l\u2019intento di scandagliare la dimensione oggettuale ed extra-coscienziale al fine di descriverne con rigore le strutture, i modi d\u2019essere e \u2013 nell\u2019ambito dell\u2019ontologia materiale \u2013 le regioni specifiche; a mutare, tuttavia, \u00e8 proprio la definizione di questa dimensione, a cui si lega una diversa concezione della stessa ontologia, dei suoi scopi e del suo\u00a0<em>modus operandi<\/em>. A titolo esemplificativo basti qui citare l\u2019evidente differenza che intercorre fra l\u2019<em>Ontologie<\/em> sviluppata da Roman Ingarden, concepita come analisi a priori del contenuto d\u2019idee sulla scia della definizione husserliana di scienza eidetica, e il cammino di pensiero di Edith Stein, il cui metodo giunge a fondersi con le categorie della filosofia medievale e in cui l\u2019ontologia, cos\u00ec condotta, non teme di riacquisire il suo tradizionale spessore metafisico. Vi \u00e8 tuttavia un\u00a0<em>Leitmotiv<\/em> privilegiato che contraddistingue ogni ontologia fenomenologica propriamente detta, anch\u2019esso in linea con le originarie indicazioni di Husserl, specificamente con le tesi espresse nella\u00a0<em>Seconda ricerca<\/em>: l\u2019indiscussa rilevanza di nozioni come quelle di\u00a0<em>eidos<\/em>, idea ed essenza. Quest\u2019affermazione si presta a pi\u00f9 livelli di verifica e pu\u00f2 essere accolta per diverse ragioni: in primo luogo, perch\u00e9 le ontologie pi\u00f9 aderenti al dettame husserliano presuppongono l\u2019\u201cideazione\u201d come punto d\u2019inizio e conclusione del proprio procedere, ossia la trasposizione dell\u2019oggetto \u201cin idea\u201d e la sospensione di giudizio circa la sua eventuale esistenza (\u00e8 in particolare il caso di Ingarden). In secondo luogo \u2013 e soprattutto \u2013 perch\u00e9 un\u2019ontologia fenomenologica, non importa quale sia la stratificazione e l\u2019interpretazione conclusiva del suo terreno, presuppone sempre una\u00a0<em>Wesensschau<\/em>, uno sguardo rivolto a strutture essenziali, il che va di pari passo con l\u2019ammissione di tali strutture nel suo apparato contenutistico (oltre che metodologico). Sia che la realt\u00e0 degli oggetti individuali venga considerata \u201cfra parentesi\u201d oppure reinvestita del suo valore metafisico-esistenziale, essa \u00e8 presentata come la base di un\u2019architettura ontologica che trova nelle essenze e nella dimensione ideale i momenti determinanti della sua articolazione. Ci\u00f2 conduce infine a un\u2019ulteriore accezione in cui si mostra la centralit\u00e0 di questi momenti, nella misura in cui essi possono diventare l\u2019oggetto di vere e proprie\u00a0<em>Ideen- und Wesensontologien<\/em>, di ricerche dirette a chiarire e a differenziare il significato delle nozioni di essenza e idea attraverso uno scavo squisitamente formale in relazione alla loro compagine specifica e al rapporto che le lega all\u2019individualit\u00e0. La matrice fenomenologica offre in tal caso gli strumenti per indagini rivolte alle condizioni oggettuali della stessa visione eidetica, ampliando cos\u00ec l\u2019orizzonte tematico della fenomenologia e congiungendolo alle antiche questioni della metafisica classica. Un momento fondamentale di questa discussione \u00e8 rappresentato dalla pubblicazione nel 1921, sullo \u201cJahrbuch\u201d husserliano, del saggio di Jean Hering\u00a0<em>Bemerkungen \u00fcber das Wesen, die Wesenheit und die Idee<\/em>, il cui proposito \u00e8 quello di definire le tre nozioni citate nel titolo, indagando con rigore sistematico un territorio gi\u00e0 tematizzato da Husserl e Reinach, ma ancora in attesa di essere \u201cmappato\u201d nelle sue articolazioni intrinseche. Lungi dal rappresentare uno sforzo isolato, il trattato di Hering fornisce le coordinate per una serie di ricerche che saranno condotte da altri autori negli anni successivi e inaugura un dibattito che proseguir\u00e0 assumendo vesti differenti riconducibili alla suaccennata policromia dell\u2019ontologia fenomenologica. Ci\u00f2 avviene talvolta mantenendosi sul terreno puramente formale proprio delle\u00a0<em>Bemerkungen<\/em> heringhiane (pensiamo per esempio al contributo di Herbert Spiegelberg dal titolo <em>\u00dcber das Wesen der Idee<\/em>, pubblicato sullo \u201cJahrbuch\u201d nel 1930), talaltra calando i risultati delle indagini formali in un sistema pi\u00f9 vasto (\u00e8 ancora il caso di Edith Stein, le cui riflessioni spaziano dalla metafisica all\u2019antropologia, ma anche di Hedwig Conrad-Martius). Al di l\u00e0 delle differenze, il nome di Hering rester\u00e0 un punto di riferimento ineludibile per ogni fenomenologo impegnato \u2013 pi\u00f9 o meno analiticamente \u2013 nella determinazione dei concetti di essenza, idea, essenzialit\u00e0 o\u00a0<em>eidos<\/em>. \u00c8 dunque in questo solco di problemi che si colloca il presente fascicolo, nella zona di incontro fra due poli tematici: da un lato la circoscrizione del terreno proprio dell\u2019ontologia fenomenologica, dall\u2019altro la definizione di quella che possiamo generalmente chiamare la dimensione delle idee e delle essenze, che in tale ontologia riveste una posizione centrale. Partendo dall\u2019approfondimento delle radici husserliane in rapporto alla concezione di\u00a0<em>eidos<\/em> e <em>Wesen<\/em>, e concludendosi con un \u201cviaggio\u201d nella\u00a0<em>Realontologie<\/em> della Conrad-Martius, il volume intende delimitare un territorio composito, fatto di domini eterogenei ma anche di dialoghi e contaminazioni: un territorio in cui l\u2019apparato metodologico-concettuale della fenomenologia, soprattutto nel suo tendere un legame inscindibile fra individualit\u00e0 e universalit\u00e0, contribuisce ad aggiungere un interessante capitolo alla storia di una direzione del pensiero antica quanto lo stesso filosofare.<\/p>\n<p><strong>Indice<\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000\">(cliccando sul titolo si pu\u00f2 leggere l&#8217;abstract)\u00a0<\/span><br \/>\nSimona Bertolini, Faustino Fabbianelli, <em>Presentazione<\/em><br \/>\nRochus Sowa, <a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Eidos-und-A-Priori.-Husserls-ontologische-Konzeption-des-Apriori.pdf\"><em>Eidos und A Priori: Husserls ontologische Konzeption des Apriori<\/em><\/a><br \/>\nAndrea Staiti, <a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Lotze-and-Husserl-on-First-and-Second-Generality.pdf\"><em>Lotze and Husserl on First and Second Generality<\/em><\/a><br \/>\nGiuliana Mancuso, <a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Essenza-idea-conoscenza-eidetica.pdf\"><em>Essenza, idea, conoscenza eidetica<\/em><\/a><br \/>\nFaustino Fabbianelli, <a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Individualit\u00e4t-und-Allgemeinheit.-Ein-konfliktgeladenes-Verh\u00e4ltnis-der-ph\u00e4nomenologischen-Ontologie.pdf\"><em>Individualit\u00e4t und Allgemeinheit. Ein konfliktgeladenes Verh\u00e4ltnis der ph\u00e4nomenologischen Ontologie<\/em><\/a><br \/>\nKimberly Baltzer-Jaray, <a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Reinach-and-Hering-on-Essence.pdf\"><em>Reinach and Hering on Essence<\/em><\/a><br \/>\nDaniele De Santis, <a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Jean-Hering-on-Eidos-Gegenstand-and-Methexis.pdf\"><em>Jean Hering on <\/em>Eidos<em>, <\/em>Gegenstand<em>\u00a0and <\/em>Methexis<em>: Phenomenological Adventures and Misadventures of \u201cParticipation\u201d<\/em><\/a><br \/>\nSimona Bertolini, <a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Idea-ed-essenza-nello-sviluppo-dell\u2019ontologia-di-Roman-Ingarden.pdf\"><em>Idea ed essenza nello sviluppo dell\u2019ontologia di Roman Ingarden<\/em><\/a><br \/>\nSarah Borden Sharkey, <a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Edith-Stein\u2019s-Use-of-Hering\u2019s-Wesenheit-to-Move-through-Phenomenology-to-Metaphysics.pdf\"><em>Edith Stein\u2019s Use of Hering\u2019s\u00a0<\/em>Wesenheit<em> to Move through Phenome\u00adnology to Metaphysics<\/em><\/a><br \/>\nFrancesco Alfieri, <a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Les-influences-de-Duns-Scot-sur-la-pens\u00e9e-d\u2019Edith-Stein.pdf\"><em>Les influences de Duns Scot sur la pens\u00e9e d\u2019Edith Stein<\/em><\/a><br \/>\nRonny Miron, <a href=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/In-the-Midst-of-Being.-The-Journey-into-the-Internality-of-Reality-in-Hedwig-Conrad-Martius\u2019-Metaphysics.pdf\"><em>In the Midst of Being: The Journey into the Internality of Reality in Hedwig Conrad-Martius\u2019 Metaphysics<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Buy the electronic version L\u2019espressione \u201contologia fenomenologica\u201d, pi\u00f9 che alludere a un campo di ricerca circoscritto, designa una costellazione di indagini che ha preso forma nella tradizione di pensiero inaugurata da Husserl. 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