{"id":4149,"date":"2016-11-10T09:12:55","date_gmt":"2016-11-10T08:12:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/?p=4149"},"modified":"2016-12-17T12:34:22","modified_gmt":"2016-12-17T11:34:22","slug":"47-recensione-a-g-riconda-filosofia-della-tradizione-la-scuola-brescia-2016-pp-96-igor-tavilla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/recensioni\/47-recensione-a-g-riconda-filosofia-della-tradizione-la-scuola-brescia-2016-pp-96-igor-tavilla\/","title":{"rendered":"47. Review of: G. Riconda, Filosofia della tradizione, La Scuola, Brescia 2016, pp. 96. (Igor Tavilla)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align:justify\"><span style=\"font-family:Times New Roman\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/YfqXFtxRj0lk_s4-mb.jpg\" style=\"float:right\" \/>Il saggio\u00a0<i>Filosofia della tradizione<\/i>, pubblicato da Giuseppe Riconda nella collana Orso blu dell\u2019editrice La Scuola di Brescia, muove dalla contrapposizione tra \u201cpensiero secolaristico\u201d e pensiero tradizionale ed esprime l\u2019esigenza di un oltrepassamento dell\u2019odierno relativismo, dimostratosi incapace di assicurare all\u2019uomo la pace e la tolleranza di cui si era autoproclamato garante.\u00a0<\/span><br \/><span style=\"font-family:Times New Roman\">Nel primo capitolo, intitolato\u00a0<i>Tradizione e pensiero tradizionale,\u00a0<\/i>l\u2019autore procede a una definizione del concetto stesso di tradizione. Per pensiero tradizionale Riconda intende quella concezione antropologica che, ispirata dalla Rivelazione cristiana, tenta di comprendere l\u2019uomo nel suo rapporto originario con l\u2019essere e la verit\u00e0, presupponendo\u00a0<i>l\u2019a priori<\/i> teologico del peccato originale. Questa definizione abbraccia tanto la filosofia di matrice greco-cristiana \u2013 di cui fanno parte la patristica e l\u2019umanesimo \u2013 quanto alcuni sviluppi del pensiero moderno, che appaiono in controtendenza rispetto all\u2019orientamento ateo e nichilista assunto dalla filosofia occidentale. Tra questi l\u2019autore rammenta Cartesio, Pascal, Malebranche, Rosmini, ma anche Kierkegaard, Dostoevskij, Schelling, i pensatori russi (Solov\u2019ev) e gli esponenti dell\u2019esistenzialismo religioso (Berdjaev e Marcel). In tempi pi\u00f9 recenti il pensiero tradizionale ha trovato espressione nelle filosofie di John Milbank, Richard Swinburne, Alasdair MacIntyre e Charles Taylor, per quanto riguarda il mondo anglosassone, mentre artefici della sua ripresa in Germania e Francia sono stati, rispettivamente, Robert Spaemann e gli eredi della riflessione fenomenologico-religiosa di Levinas. In Italia il pensiero tradizionale ha trovato invece accoglienza nel personalismo ontologico di Luigi Pareyson e nell\u2019ontologismo di Augusto Del Noce.<\/span><br \/><span style=\"font-family:Times New Roman\">Il secondo capitolo \u2013 gi\u00e0 nel titolo \u2013 rivendica l\u2019endiadi\u00a0<i>Verit\u00e0 e libert\u00e0<\/i> come cifra del pensiero tradizionale. Nella visione tradizionale, infatti, i due valori si implicano a vicenda. Senza verit\u00e0 non ci pu\u00f2 essere libert\u00e0, giacch\u00e9 quando la libert\u00e0 prescinde dalla verit\u00e0 degenera nell\u2019arbitrio. Allo stesso modo, non pu\u00f2 esserci verit\u00e0 senza libert\u00e0, nel senso che la verit\u00e0 non s\u2019impone all\u2019uomo mediante un atto di autorit\u00e0, ma pu\u00f2 essere accolta dalla persona unicamente attraverso una libera scelta. Tuttavia, tolleranza non significa permissivismo o indifferenza alla verit\u00e0 stessa, la quale dev\u2019essere necessariamente presupposta come esigenza fondamentale di ogni autentico dialogo. Se \u00e8 vero, infatti, che \u00abuna comunicazione che non salvaguardi l\u2019alterit\u00e0 dell\u2019interlocutore non \u00e8 una comunicazione\u00bb, non lo \u00e8 nemmeno \u00abun dialogo che non tenga conto di un comune orizzonte di verit\u00e0\u00bb (p. 40). La verit\u00e0 concepita come \u201corigine\u201d e non come \u201coggetto\u201d consente poi di salvaguardare l\u2019assolutezza della verit\u00e0 stessa senza per ci\u00f2 sacrificare la molteplicit\u00e0 delle prospettive esistenziali che alla verit\u00e0 aderiscono, pur conservando l\u2019unicit\u00e0 e l\u2019irripetibilit\u00e0 che connota ogni esperienza personale. \u00c8 questo \u2013 vorremmo aggiungere, facendo tesoro della lezione di Riconda \u2013 il senso della \u201cverit\u00e0 soggettiva\u201d di cui parlava anche Kierkegaard, il quale certo non era un relativista, ma esigeva da ogni singolo uno sforzo di appropriazione personale in direzione dell\u2019unica verit\u00e0 per la quale valesse la pena vivere e morire: il Cristo crocifisso e risorto.\u00a0A dispetto di ogni tendenza secolaristica volta a razionalizzare la morale, la dignit\u00e0 della persona umana e il principio di tolleranza che da esso discende non possono a ben vedere che basarsi sull\u2019idea del divino che \u00e8 in ogni persona, pena ridurre l\u2019agire dell\u2019uomo alla sfera dei rapporti meramente strumentali. In questa prospettiva, dunque, l\u2019etica non pu\u00f2 fare a meno di postulati religiosi, come la morale kantiana ha dimostrato in maniera esemplare.\u00a0<\/span><br \/><span style=\"font-family:Times New Roman\">Nel terzo capitolo Riconda focalizza&nbsp;<i>Il problema politico<\/i> con il quale una visione tradizionale del mondo deve necessariamente confrontarsi, dato il carattere intrinsecamente relazionale della persona umana. A partire dal riconoscimento della democrazia come valore acquisito della modernit\u00e0, l\u2019autore evidenzia come tale sistema di governo sia fatalmente esposto al rischio di uno svuotamento del proprio contenuto ideale \u2013 la tutela e la promozione della dignit\u00e0 della persona umana \u2013 appiattendosi sul rispetto di una mera forma procedurale. Responsabile di questo svilimento \u00e8, almeno in parte, la dimenticanza del fatto che le democrazie moderne sono nate sul terreno della libert\u00e0 religiosa. Declinato nei termini dell\u2019endiadi verit\u00e0 e libert\u00e0, il male sociale del nostro tempo consiste nella separazione di questi due valori e nella conseguente perdita di significato di entrambi. La verit\u00e0 senza libert\u00e0 (<i>libertas maior<\/i>) si \u00e8 infatti tradotta storicamente nella tirannia, mentre la libert\u00e0 senza verit\u00e0 (<i>libertas minor<\/i>) nell\u2019anarchia.<\/span><br \/><span style=\"font-family:Times New Roman\">Se l\u2019antinomia tra progresso e conservazione, che ha catalizzato il dibattito politico ottocentesco, appare ormai superata, il pensiero tradizionale si fa oggi promotore di un\u2019azione riformista che, messa da parte l\u2019utopia del \u201cperfettismo\u201d e le sue tentazioni totalitarie, mira a diminuire l\u2019incidenza del male sull\u2019uomo e sul mondo in cui egli abita. Sebbene il male \u2013 contro cui ciascuno deve comunque sforzarsi di lottare \u2013 sia l\u2019ineliminabile conseguenza della colpa originaria, nella formulazione di Riconda il pensiero tradizionale si smarca dal pessimismo antropologico di un Lutero o di un De Maistre, i quali traevano dalla dottrina della caduta la piena legittimazione dell\u2019autoritarismo politico. L\u2019analisi di Riconda conduce anzi al \u201crifiuto\u201d della politica basata sull\u2019accettazione dell\u2019esistente, identificatosi \u2013 in seguito al fallimento delle rivoluzioni novecentesche e al tramonto delle ideologie \u2013 con la gestione tecnocratica del potere. In difesa dell\u2019individuo, minacciato dal \u201ctotalitarismo del mercato\u201d, l\u2019autore chiama in causa la filosofia di Schopenhauer \u2013 avversario del pensiero unico hegeliano \u2013 e la teoria critica dei filosofi Francofortesi, condivisa per altro da Augusto del Noce. L\u2019impegno politico passa dunque attraverso lo smascheramento delle seduzioni mass-mediatiche, la difesa della libert\u00e0 d\u2019insegnamento e la promozione della famiglia, da attuarsi \u2013 specialmente quest\u2019ultima \u2013 nell\u2019ambito di una pi\u00f9 ampia strategia di difesa delle \u201cassociazioni intermedie\u201d, quale antidoto contro l\u2019atomizzazione sociale, su cui \u2013 come ha dimostrato Hannah Arendt \u2013 il totalitarismo ha sempre trovato terreno fertile.<\/span><br \/><span style=\"font-family:Times New Roman\">Nel quarto e ultimo capitolo,\u00a0<i>Corpo e natura<\/i>, l\u2019autore approfondisce il tema della corporeit\u00e0 nell\u2019orizzonte cristiano, mostrando come il cristianesimo \u2013 religione dell\u2019incarnazione e della resurrezione della carne \u2013 abbia enfatizzato il corpo pi\u00f9 di quanto comunemente non si pensi, anche a causa del prevalere di alcune tendenze ascetiche che ne hanno misconosciuto l\u2019importanza. Sottolineare la positivit\u00e0 del corpo non significa per\u00f2 celebrare il culto della corporeit\u00e0. L\u2019esaltazione delle prestazioni fisiche, l\u2019ipersofisticazione estetica e la manipolazione genetica perdono di vista, infatti, la totalit\u00e0 della nostra esperienza corporale, irrimediabilmente segnata dalla sofferenza e dalla morte. L\u2019autore assume a paradigma l\u2019antropologia tricotomica di Paolo di Tarso, secondo la quale fra le tre dimensioni fondamentali dell\u2019essere umano \u2013 la carne (<i>sarx<\/i>), l\u2019anima (<i>psyche<\/i>) e lo spirito (<i>pneuma<\/i>) \u2013 esiste una reciprocit\u00e0 funzionale, dove \u00e8 lo spirito ad assicurare l\u2019integrit\u00e0 del tutto. Da qui la necessit\u00e0 di evitare che il corpo venga assolutizzato, pena la dissociazione della persona stessa.<\/span><br \/><span style=\"font-family:Times New Roman\">Il tema della corporeit\u00e0 \u00e8 strettente legato a quello della sessualit\u00e0. A tale proposito, Riconda guarda alla famiglia come al luogo privilegiato in cui la sessualit\u00e0 \u00e8 vissuta personalisticamente. Al di fuori del contesto matrimoniale, infatti, la sessualit\u00e0 si degrada a mero rapporto strumentale, andando a ledere la dignit\u00e0 dei soggetti coinvolti. In questo senso la teoria\u00a0<i>gender<\/i> appare oggi come una banalizzazione della sessualit\u00e0, stante nella riduzione della differenza sessuale a mera significazione linguistica e nella separazione del sesso dal mistero della vita. Quest\u2019ultima riflessione offre all\u2019autore uno spunto per approfondire il rapporto tra la persona e l\u2019habitat naturale all\u2019interno del quale essa \u00e8 inserita. Il rispetto per la natura e per la vita che in essa si agita contrasta con l\u2019approccio della tecno-scienza, la quale mira esclusivamente a strumentalizzare l\u2019esistente in vista dei propri scopi. Come richiamato nell\u2019Enciclica\u00a0<i>Laudato si\u2019\u00a0<\/i>di Papa Francesco, il concetto teologico di creaturalit\u00e0 sta, al contrario, alla base di una visione contemplativa del mondo che, malgrado la corruzione del peccato, \u00e8 in grado di riconoscere in ogni singolo filo d\u2019erba e fuscello il riflesso stesso della divinit\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family:Times New Roman\">In conclusione, il saggio di Riconda si presenta come una rifondazione del pensare e dell\u2019agire umano su canoni tradizionali, in controtendenza rispetto alle suggestioni che saturano la societ\u00e0 odierna. Se da una parte la rivalutazione del personalismo ontologico pone un argine contro la manipolazione subdola e omnipervasiva del mercato, dall\u2019altra le implicazioni teologiche che il concetto di persona porta con s\u00e9 contrastano le tendenze individualistiche su cui \u2013 non a caso \u2013 l\u2019ideologia dominante fa maggior presa. Deposti i vessilli reazionari di una nostalgica e sterile apologia del passato, il pensiero tradizionale assume perci\u00f2 le sembianze di una riflessione critica \u2013 come ogni filosofia deve essere \u2013 che nell\u2019atto stesso di denunciare le contraddizioni dell\u2019ora presente reclama attenzione per quella \u201cfigura muta e impalpabile\u201d che \u00e8 la Verit\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il saggio\u00a0Filosofia della tradizione, pubblicato da Giuseppe Riconda nella collana Orso blu dell\u2019editrice La Scuola di Brescia, muove dalla contrapposizione tra \u201cpensiero secolaristico\u201d e pensiero tradizionale ed esprime l\u2019esigenza di un oltrepassamento dell\u2019odierno relativismo, dimostratosi incapace di assicurare all\u2019uomo la pace e la tolleranza di cui si era autoproclamato garante.\u00a0Nel primo capitolo, intitolato\u00a0Tradizione e pensiero &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-4149","post","type-post","status-publish","format-standard","","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4149","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4149"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4149\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4244,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4149\/revisions\/4244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}