{"id":3757,"date":"2016-01-06T07:52:53","date_gmt":"2016-01-06T06:52:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/?p=3757"},"modified":"2016-01-14T22:06:27","modified_gmt":"2016-01-14T21:06:27","slug":"32-recensione-a-augusto-cavadi-mosaici-di-saggezze-filosofia-come-nuova-antichissima-spiritualita-diogene-multimedia-bologna-2015-pp-357-alberto-g-biuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/recensioni\/32-recensione-a-augusto-cavadi-mosaici-di-saggezze-filosofia-come-nuova-antichissima-spiritualita-diogene-multimedia-bologna-2015-pp-357-alberto-g-biuso\/","title":{"rendered":"32. Review of: Augusto Cavadi, Mosaici di saggezze. Filosofia come nuova antichissima spiritualit\u00e0, Diogene Multimedia, Bologna, 2015, pp. 357. (Alberto Giovanni Biuso)"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo di questo libro, ampio nel respiro e ricchissimo di citazioni, consiste nel \u00ab<em>recuperare gli elementi costitutivi di una spiritualit\u00e0 filosofica<\/em>. Nella convinzione che essa abbia qualcosa da offrire a chi non si riconosca \u2013 o in tutto o in parte \u2013 nelle proposte spirituali di origine confessionale n\u00e9 di matrice sapienziale orientale n\u00e9 di impianto psicologico n\u00e9 di stampo <em>New Age<\/em>\u00bb (p. 49). L\u2019Autore \u00e8 convinto che negli anni Dieci del XXI secolo sia maturo il tempo per risvegliare una spiritualit\u00e0 esplicitamente <em>filoso<\/em><em>fica<\/em>, che si ponga in relazione con le forme di spiritualit\u00e0 cristiana, orientale e psicologica senza per\u00f2 confondersi in nessun modo con esse. Ma che cosa si intende qui con il termine <em>spiritualit\u00e0<\/em>? \u00abSaggezza, trasformazione di s\u00e9, attivit\u00e0 pratica\u00bb (p. 114) e poi \u00abconvinzione, passione, amor, slancio, ricerca. Di cosa? Di luce, quiete interiore, saggezza. I Greci direbbero che \u00e8 questione di <em>filia <\/em>nei confronti della <em>sofia<\/em>. Di filosofia, appunto\u00bb (p. 294).<br \/>\nTra i numerosi argomenti\u00a0 \u2013 anche di natura operativa \u2013 affrontati dal libro, mi sembrano di particolare rilevanza l\u2019ontologia, la morte, il tempo.<br \/>\nUno dei fondamenti dell\u2019attivit\u00e0 filosofica, comunque la si declini, consiste infatti nell\u2019indagine su \u00abci\u00f2 che \u00e8 <em>in quanto \u00e8<\/em>\u00bb (p. 146), sulla realt\u00e0 e sulla verit\u00e0 degli enti, degli eventi e dei processi. Di tale realt\u00e0 \u00e8 parte costitutiva la fine di tutto ci\u00f2 che ha avuto un inizio, in particolare la fine dei viventi, che \u00e8 inscritta nel fatto stesso di essere nati: \u00abCome ripeteva sant\u2019Agostino, l\u2019uomo nasce e <em>di questo<\/em>, essenzialmente, muore (incidenti, guerre, malattie sono occasioni secondarie)\u00bb (p. 260). Ne segue che una delle espressioni pi\u00f9 chiare e radicali della saggezza filosofica consiste nell\u2019accettare il proprio invecchiamento e soprattutto nel \u00abrinunziare all\u2019impresa [\u2026] di accrescere <em>quantitativamente <\/em>il tempo a propria disposizione per dedicarsi, invece, a intensificarlo <em>qualitativamente<\/em>\u00bb (p. 181). In questo modo si potr\u00e0 affrontare\u00a0 \u2013 come suggerisce Edgar Morin \u2013 il buio e l\u2019incertezza dell\u2019esistere senza tuttavia cedere alla disperazione, cercando piuttosto \u00abdi imparare la lezione del nichilismo come antidoto al delirio dell&#8217;onniscienza antropocentrica\u00bb (p. 143).<br \/>\nCostruito su una molteplicit\u00e0 di fonti e prospettive \u2013 in particolare sugli <em>Esercizi spirituali <\/em>e su altre opere di Pierre Hadot \u2013 c\u2019\u00e8 tuttavia in questo progetto qualcosa che lascia perplessi. La centralit\u00e0 continuamente ribadita del fattore biografico nella valutazione di una filosofia \u00e8 infatti un evidente errore. I filosofi hanno ciascuno i propri lati oscuri, le loro miserie, esattamente come tutti gli altri esseri umani. Il significato della loro opera non pu\u00f2 consistere nel rimuovere questo limite, e neppure nel comportarsi in modo sempre coerente con le proprie concezioni su una molteplicit\u00e0 di ambiti, ma sta nella capacit\u00e0 di elaborare con analiticit\u00e0 e rigore tali concezioni, affinch\u00e9 l\u2019orizzonte di vita e di conoscenza di chi le incontra ne venga ampliato e fecondato. Lo stesso Cavadi ricorda giustamente che \u00abper esprimere questa dimensione gratuita e disinteressata dell\u2019attivit\u00e0 filosofica i Greci avevano a disposizione un aggettivo specifico: \u201cteoretico\u201d\u00bb (p. 17). \u00c8 significativo che il capitolo concettualmente pi\u00f9 interessante del libro sia quello dal titolo \u201cquando la filosofia era anche una spiritualit\u00e0\u201d poich\u00e9 in esso, sempre sulla scorta di Hadot, si mostra (in particolare alle pp. 65-67), che la filosofia, <em>in quanto tale<\/em>, \u00e8 il culmine di ogni spiritualit\u00e0, qualunque concetto e pratica si intenda con tale parola.<br \/>\nLa filosofia di per s\u00e9, se svolge il proprio ruolo con il necessario rigore teoretico e non con cangianti e impressionistici tratti esistenziali, con elevazioni spirituali, con soluzioni di angosce psichiche o con proposte di miglioramenti del mondo, \u00e8 il tentativo di una riflessione scientifica che indaghi la realt\u00e0 delle cose. Ha ragione Heidegger quando \u2013 nella sua magistrale analisi del <em>Sofista <\/em>platonico \u2013 individua uno dei pi\u00f9 consistenti danni prodotti dal cristianesimo sulla filosofia greca nel fatto che da tale influsso \u00ab<em>l\u2019idea della ricerca fu completamente offuscata <\/em>da generiche tendenze spirituali e l\u2019idea della filosofia sub\u00ec l\u2019egemonia di esigenze culturali ben precise, fino a diventare una creazione che soddisfa in senso eccellente tali esigenze e che pu\u00f2 a buon diritto essere chiamata \u201cfilosofia profetica\u201d. [\u2026] Di questo fenomeno di decadenza della filosofia\u00a0 \u2013 altri vi scorgono un progresso \u2013 \u00e8 fondamentalmente responsabile il cristianesimo e ci\u00f2 non deve sorprendere, dal momento che la filosofia \u00e8 stata associata con il bisogno di elevazione dell\u2019anima\u00bb. Heidegger tuttavia supera i limiti della cristianit\u00e0 e ci avverte di un fondamentale e ulteriore problema: \u00abL\u2019altra faccia di tale stanchezza del domandare e di tale esaurimento della passione per il conoscere \u00e8 nel contempo la tendenza a pretendere dalla filosofia o addirittura dalla scienza qualcosa come un appiglio, a cercare sostegno in essa per l\u2019esistenza spirituale, oppure a congedarla qualora essa non lo conceda. Questa tendenza a cercare rifugio rappresenta un fraintendimento fondamentale dell\u2019indagine filosofica\u00bb (M. Heidegger, <em>Il \u00abSofista\u00bb di Platone<\/em>, [<em>Platon Sophistes<\/em> (1925), Vittorio Klostermann, 1992]; trad. di A. Cariolato, E. Fongaro e N. Curcio, Adelphi 2013, \u00a7 39, pp. 281-284).<br \/>\nUn autentico lavoro filosofico \u00e8 gi\u00e0 esistenza filosofica; non ha bisogno di rinviare ad altre forme della comprensione del mondo e dell&#8217;abitare in esso. La filosofia pu\u00f2 e deve confrontarsi con ogni altra espressione del bisogno umano di significato, permanendo sempre per\u00f2 nella sua identit\u00e0 di coglimento concettuale della vita. \u00c8 dalla radicalit\u00e0 di tale comprensione che pu\u00f2 scaturire la padronanza dell&#8217;esistenza. Si pu\u00f2 dire infatti che filosofia \u00e8 guardare la Medusa e far s\u00ec che sia <em>lei <\/em>a pietrificarsi.<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019obiettivo di questo libro, ampio nel respiro e ricchissimo di citazioni, consiste nel \u00abrecuperare gli elementi costitutivi di una spiritualit\u00e0 filosofica. Nella convinzione che essa abbia qualcosa da offrire a chi non si riconosca \u2013 o in tutto o in parte \u2013 nelle proposte spirituali di origine confessionale n\u00e9 di matrice sapienziale orientale n\u00e9 di &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-3757","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3757","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3757"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3757\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3767,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3757\/revisions\/3767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.disciplinefilosofiche.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}