lunedì , 17 giugno 2019
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Discipline Filosofiche, XXX, 1, 2020. Realismo, pragmatismo, naturalismo. Le trasformazioni della fenomenologia in Nord America, a cura di Danilo Manca e Antonio Nunziante

Tra il 1902 e il 1903 giunsero a Göttingen per studiare con Husserl il canadese Winthrop Bell e lo statunitense William Ernest Hocking, entrambi allievi di Josiay Royce a Harvard. Tra il 1922 e il 1925 una seconda generazione di studiosi americani composta da Marvin Farber, Dorion Cairns e Charles Hartshorne raggiunge Husserl a Freiburg. Tornati in patria, Marvin Farber fondò nel 1939 la International Phenomenological Society (IPS) e nel 1940 la rivista “Philosophy and Phenomenological Research”. Dal 1950, Dorion Cairns raduna intorno alla New School for Social Research diversi studiosi di fenomenologia, fra cui spiccano Aron Gurwitsch e Alfred Schütz. Infine, nel 1962 John Wild fonda la Society for Phenomenology and Existential Philosophy (SPEP), ancora attiva.
Le vicende della fenomenologia in Nord America non raccontano la storia di un semplice travaso di contenuti da una parte all’altra dell’Oceano. La sua ricezione non è stata inerte, ma è stata sottoposta a importanti trasformazioni, volte a conformare l’approccio fenomenologico agli scopi, alle strategie di ricerca, ai dibattiti e alle visioni del mondo che hanno caratterizzato la filosofia nord-americana dell’epoca. Tale ricezione ha generato accesi dibattiti che hanno coinvolto sia i fenomenologi nordamericani sia gli esponenti delle altre correnti filosofiche. In tal senso la fenomenologia si è contaminata con la filosofia analitica, divenendone un interlocutore privilegiato e dando così vita a un indirizzo di fenomenologia analitica, che annovera tra i suoi maggiori esponenti Dreyfus, Todes e Føllesdal.
Il presente volume si propone d’indagare il processo di rielaborazione e risemantizzazione che la fenomenologia husserliana ha subito in Nord America non solo nei suoi risvolti storico-filosofici ma soprattutto nei suoi esiti teoretici. La convinzione è che si possano individuare i caratteri fondamentali di un vero e proprio nuovo canone interpretativo della fenomenologia di matrice husserliana.
Si tratta quindi di esaminare gli aspetti e i modi in cui la fenomenologia di Husserl è stata concepito e interpretata dai suoi interpreti nordamericani. Tra gli aspetti su cui invitiamo a riflettere figurano:
1) Il tema del realismo, non necessariamente inteso come il recupero di un approccio ontologico al problema del mondo, ma anche come messa in discussione dello statuto della coscienza, della natura umana e del ruolo giocato dalle scienze naturali e sociali nell’elaborazione della conoscenza filosofica.
2) Il confronto tra la fenomenologia e il pragmatismo che, come ha fatto notare Spiegelberg, risale all’incontro tra Stumpf e William James e al riconoscimento da parte di Husserl dell’importanza della lettura di James per la sua prospettiva.
3) Infine, la terza direzione è quella che viene perseguita da Marvin Farber quando egli si propone di naturalizzare la fenomenologia emancipandola dai suoi propositi fondazionalisti.

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Scadenza per l’invio del manoscritto: 31 gennaio 2020
Notifica della decisione: 15 marzo 2020
Scadenza per l’invio della versione finale: 30 aprile 2020