venerdì , 22 gennaio 2021
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Archivio della categoria: Recensioni

95. Recensione a: Gianluca Bianchi, Lévinas e la difesa dell’interiorità, pref. di Emanuele Felice, Mimesis, Milano-Udine 2019, pp. 148. (Edoardo Poli)

Gianluca Bianchi, nel suo testo Lévinas e la difesa dell’interiorità, tenta, tramite una analisi stringente dell’opera più conosciuta e, forse, sistematica di Levinas – Totalità e Infinito – l’apologia dell’interiorità dell’io. Sebbene Levinas stesso dichiari la sua intenzione di difendere la soggettività, lo fa tuttavia in un modo particolare, ovvero in relazione all’Altro o all’esteriorità, dunque all’idea di Infinito. Bianchi, ... Continua a leggere »

94. Recensione a: Donald Hoffman, L’illusione della realtà. Come l’evoluzione ci inganna sul mondo che vediamo, Bollati Boringhieri, Torino 2020, pp. 330. (Guido Di Muccio)

L’illusione della realtà di Donald Hoffman è un saggio di ontologia scritto da uno scienziato. Niente di nuovo. Ieri come oggi è l’osservazione della realtà a provocare domande. Ieri il filosofo era scienziato (Aristotele per esempio). Oggi gli scienziati sono anche filosofi. Siamo avvezzi agli slanci metafisici della fisica contemporanea, agli scorci da vertigine aperti dalla riflessione sulle implicazioni della ... Continua a leggere »

93. Recensione a: Andrea Staiti, Etica naturalistica e fenomenologia, il Mulino, Bologna 2020, pp. 158. (Bianca Bellini)

Fin dove può spingersi la pretesa scientifica di esaurire la comprensibilità del mondo? Una simile domanda pare già preannunciare un pregiudizio che serpeggia in ambito scientifico tale per cui ogni possibile avvicinamento di tesi filosofiche a tematiche scientifiche viene visto come un’imperdonabile invasione di campo. Le scienze naturali, quali sola e possibile spiegazione del mondo, pervadono la comprensibilità di ogni ... Continua a leggere »

92. Recensione a: Anna M. Nieddu, Vinicio Busacchi (a cura di), Pragmatismo ed ermeneutica. Soggettività, storicità, rappresentazione, Mimesis, Milano-Udine 2019, pp. 264. (Riccardo Cravero)

Un tempo probabilmente ritenuti, soprattutto per motivi geografici più che teorici, quasi mutualmente estranee, le tradizioni filosofiche del pragmatismo americano e della filosofia ermeneutica continentale sono da anni al centro di reti di scambi proficui di idee e concetti. Come i curatori affermano fin dall’introduzione, il libro vuole assolvere principalmente a due compiti. Innanzitutto, a livello storiografico, esso vuole rintracciare ... Continua a leggere »

91. Recensione a: Francesca Nodari, Temporalità e umanità. La diacronia in Emmanuel Levinas, Giuntina, Firenze 2017, pp. 286. (Edoardo Poli)

Il concetto di diacronia è forse uno dei capisaldi dell’intera opera levinassiana, insieme a quelli dell’Altro e del Volto. L’importanza di tale tema viene identificato da Francesca Nodari già nell’Introduzione della sua opera quando afferma che «considerare la diacronia come un qualcosa di accessorio piuttosto che il filo rosso attraverso cui si dipana il pensiero incarnato di Levinas esporrebbe al ... Continua a leggere »

90. Recensione a: Felice Cimatti, La vita estrinseca. Dopo il linguaggio, Orthotes, Napoli-Salerno 2018, pp. 210. (Tommaso Franci)

Perché oggi insistere ancora a cercare di scrivere e per di più, come si dice, creativamente? Anche per affrontare in maniera finalmente ontologica una questione del genere – classica ma tutt’altro che secondaria: dalla cultura all’economia, all’esistenza personale passando per la tecnologia – potremmo affidarci al tentativo di situarsi «dopo il linguaggio» compiuto, al culmine di una coraggiosa carriera né ... Continua a leggere »

89. Recensione a: Hannah Arendt, Socrate, Raffaello Cortina, Milano 2015, pp. 124. (Lavinia Peluso)

Sappiamo che Socrate amava intrattenere conversazioni con i concittadini nell’agorà di Atene, ponendoli ironicamente di fronte a insolite questioni e sollecitandoli a spiegare e giustificare le proprie affermazioni al riguardo. Il filosofo non intendeva insegnare qualcosa ai suoi interlocutori e introiettare in loro una qualche conoscenza dall’esterno, bensì condurli a trovare la verità nascosta in se stessi, portandola alla luce ... Continua a leggere »

88. Recensione a: Roberto Mordacci, Ritorno a Utopia, Laterza, Roma-Bari 2020, pp. 160. (Federico Maria Angeloro)

Probabilmente, il tentativo di immaginare degli “altrove” in cui sia possibile non solo un altro modo di vivere, ma addirittura una vita migliore dominata dalla felicità e dalla giustizia ha coinvolto un po’ tutti. Libri, film e serie televisive sono solamente il prodotto finito e tangibile di questa forma di pensiero che si riconduce al cosiddetto genere utopico. Tuttavia, in ... Continua a leggere »

87. Recensione a: Samir Okasha, Philosophy of Biology. A Very Short Introduction, Oxford University Press, Oxford 2019, pp. 152. (Claudio Davini)

Despite the opinion of those contemporary scientists who believe philosophy is nothing more than an occupation for tired scientists at the end of their career – what is ungraciously known as the “philosopause” –, many of the greatest philosophers of all time were influenced by the scientific world-views of their day, and some of them, such as Descartes and Leibniz, ... Continua a leggere »

86. Recensione a: Myrthe L. Bartels, Plato’s Pragmatic Project: A Reading of Plato’s “Laws”, Franz Steiner Verlag, Stuttgart 2017, pp. 251. (Lavinia Peluso)

Quando guardiamo alla filosofia di Platone, non è certo alle Leggi che va il nostro primo pensiero. È sufficiente considerare alcune specificità del dialogo per comprendere le ragioni del peso minore che quest’opera assume nel contesto del corpus platonico. A suscitare le prime difficoltà contribuiscono senza dubbio sia certe incongruenze concettuali sia le numerose imprecisioni linguistiche e retoriche. Inoltre, il ... Continua a leggere »