giovedì , 16 agosto 2018
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1) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXVIII, 2, 2018: PROSPETTIVE FILOSOFICHE SULLA RELAZIONE TRA ESPERIENZA AFFETTIVA E PSICOPATOLOGIA. Volume a cura di Anna Bortolan e Alessandro Salice

2) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXIX, 1, 2019: SALOMON MAIMON: ALLE ORIGINI DELL’IDEALISMO TEDESCO. Volume a cura di Luigi Azzariti-Fumaroli e Lidia Gasperoni

3) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXIX, 2, 2019: IL PROBLEMA DELL’ISTITUZIONE. PROSPETTIVE ONTOLOGICHE, ANTROPOLOGICHE E GIURIDICO-POLITICHE. Volume a cura di Enrica Lisciani-Petrini e Massimo Adinolfi

1) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXVIII, 2, 2018: PROSPETTIVE FILOSOFICHE SULLA RELAZIONE TRA ESPERIENZA AFFETTIVA E PSICOPATOLOGIA. Volume a cura di Anna Bortolan e Alessandro Salice

L’esperienza affettiva è un importante tema di ricerca all’interno della tradizione fenomenologica, tema nell’esplorazione del quale un costruttivo dialogo è stato spesso instaurato con la ricerca su emozioni, soggettività, esperienza sociale, etica ed estetica condotta nella filosofia della mente di stampo analitico e nelle scienze cognitive. In fenomenologia, sia classica che contemporanea, lo studio dell’affettività è stato spesso legato all’analisi dei disturbi dell’esperienza caratteristici di varie forme di psicopatologia. In questo contesto, particolare attenzione è stata dedicata alle alterazioni dell’esperienza presenti nella depressione e nella schizofrenia, ma anche altri disturbi, come ansia, anoressia nervosa, disturbo di personalità borderline, e disturbo ossessivo-compulsivo, sono stati esplorati. In quest’ambito sono emersi molteplici temi di ricerca: la relazione tra disturbi dell’ affettività e disturbi dell’esperienza di sé e dell’autocoscienza; la distinzione tra emozioni, umori, sensazioni corporee ed “existential feelings”, e il modo in cui tali dimensioni sono coinvolte nei disturbi psicopatologici; il ruolo di emozioni come la vergogna e il senso di colpa nella depressione; la connessione tra affettività, cognizione ed azione e le sue possibili alterazioni; i disturbi della regolazione affettiva; la relazione tra affettività, linguaggio e narratività e come questa può modificarsi. Con l’intento di contribuire allo sviluppo dei dibattiti esistenti in quest’area di ricerca, sollecitiamo l’invio di articoli che indaghino da qualsiasi prospettiva filosofica i vari aspetti della relazione tra affettività ed esperienza psicopatologica.

Con contributi da parte di: Lisa Bortolotti (University of Birmingham) & Matthew Broome (University of Oxford); Shaun Gallagher (University of Memphis); Mads Gram Henriksen (University of Copenhagen) & Maja Zandersen (University of Copenhagen); Anastasia Philippa Scrutton (University of Leeds).

Istruzioni per gli autori: I testi possono essere presentati in lingua inglese, francese, tedesca o italiana e non devono superare le 9000 parole, inclusi abstract, note e bibliografia. I manoscritti, indipendentemente dalla lingua in cui sono redatti, devono essere accompagnati da un abstract in inglese di 150-250 parole. I testi, in formato Word e PDF, devono essere inviati tramite e-mail ad Anna Bortolan (anna.bortolan@ucd.ie). Tutti i testi verranno sottoposti ad un processo di valutazione in doppio cieco. Pertanto, al fine di poter essere considerato, ogni contributo inviato alla rivista deve includere due documenti: un file contente il nome, l’affiliazione e le informazioni di contatto dell’autore, ed il manoscritto preparato per la procedura di valutazione anonima. I testi devono essere redatti in conformità alle norme editoriali della rivista (http://www.disciplinefilosofiche.it/norme-redazionali/) e non devono essere stati pubblicati precedentemente o essere oggetto di considerazione per un’altra pubblicazione.

Data entro la quale i manoscritti devono essere inviati: 15 febbraio 2018
Data prevista per la pubblicazione: novembre 2018
Per ulteriori informazioni si prega di contattare Anna Bortolan (anna.bortolan@ucd.ie).

2) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXIX, 1, 2019: SALOMON MAIMON: ALLE ORIGINI DELL’IDEALISMO TEDESCO. Volume a cura di Luigi Azzariti-Fumaroli e Lidia Gasperoni

A detta dello stesso Kant, Salomon Maimon ha rappresentato uno degli interlocutori e degli interpreti più acuti delle tematiche svolte nella Critica della ragion pura. A lui si deve infatti il primo tentativo di cogliere l’impostazione trascendentale del criticismo in tutta la sua ampiezza e profondità, evidenziandone da un lato le incongruenze concettuali e dall’altro – anche attraverso l’impiego di elementi teorici provenienti dalle riflessioni di Spinoza, Leibniz e Hume – i possibili sviluppi nella prospettiva di una ricomposizione delle tradizionali figure oppositive: sensibilità e intelletto, materia e forma, finito e infinito. Di qui l’esigenza, ravvisata già da Ernst Cassirer, di ricostruirne la dottrina stabilendo con il suo pensiero lo stesso rapporto che egli stabilì con le opere dei suoi contemporanei, secondo una “prammatica” ermeneutica impegnata a esporre sistematicamente ogni singola riflessione. In tal senso, il suo pensiero rivela un carattere di continuità e di unità che supera la frammentarietà dei suoi scritti, consentendo al contempo di misurarne la portata storica e le evidenti implicazioni sulla filosofia contemporanea.
Il proposito di questo volume è di offrire un’ampia panoramica dell’opera di Maimon, cercando di definirne gli aspetti più rilevanti attraverso l’analisi dei suoi conseguimenti filosofici e dell’influenza da essi esercitata sul pensiero Otto-Novecentesco.

Istruzioni per gli autori: Sono ammessi testi in lingua italiana, inglese, tedesca e francese. I manoscritti devono essere inviati in formato Word insieme a una versione in PDF come allegato di posta elettronica a Lidia Gasperoni (lidia.gasperoni@tu-berlin.de) e a Luigi Azzariti-Fumaroli (luigi.azz@tin.it). I contributi verranno inviati a due reviewers indipendenti secondo la procedura del referaggio doppiamente cieco. I reviewers possono richiedere all’Autore di modificare o migliorare i loro contributi per la pubblicazione. Si prega quindi di allegare sia una versione del contributo anonima intitolata “Manoscritto” sia una “Pagina Copertina” separata in cui siano indicati il nome completo degli Autori, il titolo accademico, l’Università (o l’Istituto) di appartenenza e i recapiti. Il Manoscritto deve contenere un abstract in inglese che non superi le 150 parole e 5 parole-chiave (Keywords). Ogni proprietà del file che potrebbe identificare l’Autore deve essere rimossa per assicurare l’anonimato durante la procedura di referaggio. Di ogni testo verrà accusata ricevuta. Nella preparazione potrà essere adottato qualunque stile chiaro e coerente, ma in caso di pubblicazione l’autore dovrà inviare una versione finale che rispetti le norme editoriali della rivista (si vedano le norme redazionali alla pagina http://www.disciplinefilosofiche.it/norme-redazionali/). Inviando un manoscritto, l’autore sottintende che il testo non è stato pubblicato in precedenza in nessun’altra sede e che non è oggetto di considerazione da parte di alcun’altra rivista. In caso di pubblicazione, l’autore è tenuto a rinunciare ai diritti a favore dell’Università degli Studi di Bologna. Potrà richiedere alla Direzione della Rivista il diritto di ripubblicare l’articolo.

Invio: 30 novembre 2018
Decisione: 15 gennaio 2019
Versione finale: 28 febbraio 2019
 

DISCIPLINE FILOSOFICHE, XXIX, 1, 2019: SALOMON MAIMON: AT THE ORIGINS OF GERMAN IDEALISM. Ed. by Luigi Azzariti-Fumaroli and Lidia Gasperoni

According to Kant himself, Salomon Maimon was one of the most acute interlocutors and interpreters of the themes addressed in Critique of Pure Reason. Indeed, he was the first to attempt to grasp the transcendental approach of criticism in all its breadth and depth, highlighting on the one hand the conceptual incongruities and on the other –  using, among other things, theoretical elements coming from the reflections of Spinoza, Leibniz and Hume –  possible developments towards a recomposition of the traditional opposing figures: sensitivity and intellect, matter and form, finite and infinite. Hence the need, already recognised by Ernst Cassirer, to reconstruct his doctrine by establishing with his thought the same relationship that he established with the works of his contemporaries, according to a “pragmatic” hermeneutics committed to systematically exposing every single reflection. In this sense, his thought reveals a continuity and unity that goes beyond the fragmentary nature of his writings, while allowing one at the same time to measure their historical significance and their evident impact on contemporary philosophy.
The purpose of this volume is to offer a broad overview of the work of Maimon, seeking to ascertain its most important aspects through the analysis of his philosophical achievements and the influence they exerted on nineteenth and twentieth century thinking.

Guidelines for the authors: contributions may be submitted in Italian, English, German or French. The manuscripts must be sent in a Word format, along with a .pdf version, as an email attachment to Lidia Gasperoni (lidia.gasperoni@tu-berlin.de) and Luigi Azzariti-Fumaroli (luigi.azz@tin.it). The contributions will be sent to two independent reviewers, according to the double-blind review procedure. The reviewers may ask authors to make changes or improvements to their contributions for the sake of publication. Authors are kindly requested to attach both an anonymous version of their contribution entitled “Manuscript” and a separate “Cover Page” stating their name, academic title, university (or institute), and contact details. The Manuscript must include an English-language abstract of less than 150 words and 5 keywords. Any property of the file that might identify the author must be removed, so as to ensure anonymity during the review process. A notification of receipt will be issued for each text. In drafting his or her contribution, an author can adopt any clear and coherent style, but should the text be accepted for publication, the author will be required to send a final version in keeping with the editorial guidelines of the journal (please refer to the editorial guidelines on page http://www.disciplinefilosofiche.it/norme-redazionali/). By submitting a manuscript, the author is acknowledging that the text has not previously been published elsewhere and that it is not currently being considered for publication by any other journal. Should the manuscript be accepted for publication, the author will be required to transfer copyrights to the University of Bologna. Requests to republish the article may be made to the Editorial Board of the Journal.

Deadline for the submission of manuscripts: November, 30, 2018
Notification of receipt, conditional acceptance, or rejection: January, 15, 2019
Deadline for the submission of the final draft: February, 28, 2019

3) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXIX, 2, 2019: IL PROBLEMA DELL’ISTITUZIONE. PROSPETTIVE ONTOLOGICHE, ANTROPOLOGICHE E GIURIDICO-POLITICHE. Volume a cura di Enrica Lisciani-Petrini e Massimo Adinolfi

L’attitudine all’“istituzione” rappresenta la caratteristica predominante dell’uomo in quanto tale. Di qui la necessità di comprenderla in base ai mutamenti storico-culturali che via via trasformano le prospettive di senso sull’umano e sul mondo. In questo fascicolo s’intende ripercorrere alcuni vettori classici sul tema dell’istituzione, cercando di attivare uno sguardo nuovo in funzione di un’“ontologia dell’attualità”. I percorsi scelti a tal proposito sono tre.
1) Un primo percorso, a carattere fenomenologico-ontologico, parte dalla critica alla nozione husserliana di “costituzione” (Leistung). Come nel caso di M-P., secondo il quale occorre ripensare alla radice la nozione di “istituzione” (Stiftung): essa appare non più come “azione costituente” di un soggetto intenzionale, ma come “circolazione istituente” un continuo “decentramento e ricentramento” che, nel costante rimando fra passato e presente, fatticità e artificio, natura e cultura, supera la fenomenologia per arrivare, con Jakob von Uexküll, alla biologia. Una direzione lungo la quale si muove anche lo stesso discorso politico.
2) Un secondo percorso, a carattere antropologico, affronta da un lato la concezione “negativa” dell’istituzione risalente a Thomas Hobbes (l’istituzione come freno per la natura umana) e poi sviluppata da Max Weber (le istituzioni come procedure amministrative del funzionamento sociale), Arnold Gehlen (le istituzioni come auto-disciplinamento dell’uomo per la sopravvivenza) e Helmuth Plessner (l’uomo come animale “aperto al mondo” a causa della sua carenza istintuale); dall’altro prende in esame la concezione “positiva” dell’istituzione, che ha avuto la sua più origi-nale formulazione in Gilles Deleuze, secondo cui l’istituzione è un “sistema organizzato di mezzi” di tipo espansivo e creativo, approntato per la soddisfazione dei bisogni umani.
3) Un terzo percorso, a carattere giuridico-politico, è volto in primo luogo a considerare le istitu-zioni non più come costruzioni artificiali, ma come organismi sociali di tipo evolutivo (Herbert Spencer ed Émile Durkheim). Entro questo percorso politico-giuridico si colloca, inoltre, sia l’istituzionalismo di Carl Schmitt che, richiamandosi all’istituzionalismo di Maurice Hauriou e di Santi Romano, si oppone al normativismo e al decisionismo, allo scopo di valorizzare la funzione di corpi ed enti sociali dotati di una vita propria, sia il filone neo-istituzionalista, sorto all’interno della concezione analitica e rappresentato soprattutto da Neil MacCormick e Ota Weinberger.

Istruzioni per gli autori: Sono ammessi testi in lingua italiana, inglese, tedesca e francese. I manoscritti devono essere inviati in formato Word insieme a una versione in PDF come allegato di posta elettronica a Enrica Lisciani-Petrini (elis.petrini@unisa.it) e a Massimo Adinolfi (m.adinolfi@unicas.it). I contributi verranno inviati a due reviewers indipendenti secondo la procedura del referaggio doppiamente cieco. I reviewers possono richiedere all’Autore di modificare o migliorare i loro contributi per la pubblicazione. Si prega quindi di allegare sia una versione del contributo anonima intitolata “Manoscritto” sia una “Pagina Copertina” separata in cui siano indicati il nome completo degli Autori, il titolo accademico, l’Università (o l’Istituto) di appartenenza e i recapiti. Il Manoscritto deve contenere un abstract in inglese che non superi le 150 parole e 5 parole-chiave (Keywords). Ogni proprietà del file che potrebbe identificare l’Autore deve essere rimossa per assicurare l’anonimato durante la procedura di referaggio. Di ogni testo verrà accusata ricevuta. Nella preparazione potrà essere adottato qualunque stile chiaro e coerente, ma in caso di pubblicazione l’autore dovrà inviare una versione finale che rispetti le norme editoriali della rivista (si vedano le norme redazionali alla pagina http://www.disciplinefilosofiche.it/norme-redazionali/). Inviando un manoscritto, l’autore sottintende che il testo non è stato pubblicato in precedenza in nessun’altra sede e che non è oggetto di considerazione da parte di alcun’altra rivista. In caso di pubblicazione, l’autore è tenuto a rinunciare ai diritti a favore dell’Università degli Studi di Bologna. Potrà richiedere alla Direzione della Rivista il diritto di ripubblicare l’articolo.

Invio: 31 marzo 2019
Decisione: 31 maggio 2019
Versione finale: 31 luglio 2019
 

DISCIPLINE FILOSOFICHE, XXIX, 2, 2019: THE PROBLEM OF THE INSTITUTION: ONTOLOGICAL, ANTHROPOLOGICAL, JUDICIAL AND POLITICAL PERSPECTIVES. Ed. by Enrica Lisciani-Petrini and Massimo Adinolfi

The aptitude to the “institution” represents the main trait of human being as such. Hence the ne-cessity to understand it according to the historical and cultural changes that gradually transform the perspectives of sense on human beings and the world. The intention of this booklet is to re-trace some of the classical vectors on the theme of the institution, trying to activate a new ap-proach according to an “ontology of the present”. In order to do this, three paths have been cho-sen:
1) The first path, of phenomenological and ontological nature, moves from the criticism of the Husserlian notion of “constitution” (Leistung). As in the case of Merleau-Ponty, according to whom the notion of “institution” has to be pondered over at the root: it no longer appears as a “constituting act” of an intentional subjectivity, but as an “instituting circulation”, a continuous “decentralization and recentralization” that, in the constant relaunching between past and pre-sent, facticity and artifice, nature and culture, goes beyond Phenomenology to reach, with Jakob von Uexküll, Biology. Also the political discussion moves in this direction.
2) A second path, of anthropological nature, on the one part faces the “negative” conception of institution dating back to Thomas Hobbes (the institution as a brake to human nature) and sub-sequently expounded by Max Weber (the institutions as administrative procedures of social func-tioning), by Arnold Gehlen (the institutions as human being’s self-disciplining for survival) and by Helmuth Plessner (human being as an animal “open to the world” because of his lack of instinct); on the other part it examines the “positive” conception of institution, that received its most origi-nal formulation in Gilles Deleuze, according to whom the institution is an “organized system of means” of the expansive and creative type, prepared for the satisfaction of human needs.
3) A third path, of judicial and political nature, aims at considering the institutions no longer as ar-tificial constructions, but as social organisms in evolution (Herbert Spencer and Émile Durkheim). Moreover, within this political and judicial path we can find both Carl Schmitt’s institutionalism who, recalling Maurice Hauriou and Santi Romano’s institutionalism, takes position against Nor-mativism and Decisionism, with the aim of giving value to the function of social bodies endowed with a life of their own, and the Neo-Institutionalist current, risen within the analytic conception represented above all by Neil MacCormick and Ota Weinberger.

Guidelines for the authors: contributions may be submitted in Italian, English, German or French. The manuscripts must be sent in a Word format, along with a .pdf version, as an email attachment to Enrica Lisciani-Petrini (elis.petrini@unisa.it) and Massimo Adinolfi (m.adinolfi@unicas.it). The contributions will be sent to two independent reviewers, according to the double-blind review procedure. The reviewers may ask authors to make changes or improvements to their contributions for the sake of publication. Authors are kindly requested to attach both an anonymous version of their contribution entitled “Manuscript” and a separate “Cover Page” stating their name, academic title, university (or institute), and contact details. The Manuscript must include an English-language abstract of less than 150 words and 5 keywords. Any property of the file that might identify the author must be removed, so as to ensure anonymity during the review process. A notification of receipt will be issued for each text. In drafting his or her contribution, an author can adopt any clear and coherent style, but should the text be accepted for publication, the author will be required to send a final version in keeping with the editorial guidelines of the journal (please refer to the editorial guidelines on page http://www.disciplinefilosofiche.it/norme-redazionali/). By submitting a manuscript, the author is acknowledging that the text has not previously been published elsewhere and that it is not currently being considered for publication by any other journal. Should the manuscript be accepted for publication, the author will be required to transfer copyrights to the University of Bologna. Requests to republish the article may be made to the Editorial Board of the Journal.

Deadline for the submission of manuscripts: March, 31, 2019
Notification of receipt, conditional acceptance, or rejection: May, 31, 2019
Deadline for the submission of the final draft: July, 31, 2019