venerdì , 18 agosto 2017
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Call for papers

1) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXVII, 2, 2017: LA SCIENZA DEL PENSIERO. IL REALISMO FILOSOFICO DI OSWALD KÜLPE. Volume a cura di Chiara Russo Krauss

2) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXVIII, 1, 2018: ANCIENT ONTOLOGIES: CONTEMPORARY DEBATES. Volume a cura di Riccardo Chiaradonna, Filippo Forcignanò e Franco Trabattoni

2) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXVIII, 2, 2018: PROSPETTIVE FILOSOFICHE SULLA RELAZIONE TRA ESPERIENZA AFFETTIVA E PSICOPATOLOGIA. Volume a cura di Anna Bortolan e Alessandro Salice

1) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXVII, 2, 2017: LA SCIENZA DEL PENSIERO. IL REALISMO FILOSOFICO DI OSWALD KÜLPE
Volume a cura di CHIARA RUSSO KRAUSS

Alla sua morte nel 1915, esattamente un secolo fa, Oswald Külpe era uno dei più celebri e promettenti psicologi e filosofi del tempo. Come psicologo, Külpe aveva fondato la cosiddetta scuola di Würzburg, dedicandosi in particolare allo studio sperimentale del pensiero (‘senza immagini’). Külpe contribuì inoltre alla psicologia generale, allo studio dei sentimenti, dell’attenzione e a molte altre questioni specifiche. Come filosofo, Külpe sviluppò il realismo in modo assai originale e interessante. Nel suo capolavoro rimasto incompiuto, Die Realisierung, egli analizza il percorso intellettuale attraverso cui si giunge alla realtà nelle scienze naturali, ma anche nelle scienze dello spirito e in metafisica. I suoi contributi alla logica, all’etica e all’estetica, nonché la sua original interpretazione del pensiero di Kant e la sua discussione della filosofia tedesca contemporanea testimoniano del suo ampio e profondo impegno di filosofo, che resta tuttora parzialmente inesplorato dalla critica.
Per questa ragione, non sorprende che Külpe abbia lasciato un varia e profonda eredità intellettuale. Se la sua relazione critica verso Wilhelm Wundt costituisce un caso a sé, Külpe ha influenzato numerosi psicologi e filosofi, tra i quali il giovane Heidegger nello scritto sul concetto di realtà.
I contributi potranno riguardare tutti gli aspetti della figura di Külpe. Il fascicolo mira a una definizione della sua figura complessiva, a definirne il ruolo nella storia della filosofia e della psicologia grazie a contributi sulle sue teorie e idee, le sue relazioni con altre personalità del tempo e la sua influenza.

Sono ammessi testi in lingua italiana, inglese, tedesca e francese, che contengano un abstract in lingua inglese di max.150 parole.

I manoscritti, resi anonimi, devono essere inviati in formato .doc o .docx a Chiara Russo Krauss, Università degli Studi di Napoli Federico II, all’indirizzo chiara.russokrauss@unina.it, assieme a un ulteriore documento con i dati dell’autore.

Invio: 31 dicembre 2016
Decisione: 28 febbraio 2017
Versione finale: 30 aprile 2017

Saremo lieti di ricevere indicazioni in merito all’intenzione di contribuire al fascicolo in qualunque momento dopo la pubblicazione del presente call for papers.

La versione finale dovrà essere resa conforme, da parte dell’autore, alle norme editoriali, e dovrà tenere conto delle eventuali richieste di integrazione o miglioramento che potrebbero essere richieste dai referees.

2) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXVIII, 1, 2018: ANCIENT ONTOLOGIES: CONTEMPORARY DEBATES. Volume a cura di Riccardo Chiaradonna, Filippo Forcignanò e Franco Trabattoni

“Ontology has been characterized as the study of the most general kinds that exist in the universe. Usually the emphasis has been on demarcation: which candidates for existence really do exist. Aristotle and Plato disagreed in their answers, and philosophers have gone on disagreeing ever since” (Ian Hacking, Historical Ontology, London 2006). Pochi filosofi contemporanei negherebbero che l’ontologia sia nata in Grecia e che certe prese di posizioni degli autori antichi sulle principali questioni ontologiche – gli universali, l’essenza, lo statuto degli oggetti concreti, la causalità, l’inventario delle cose che esistono – si riflettano nel dibattito attuale. L’essere è stato al centro della riflessione di Parmenide e Platone; è tuttavia Aristotele ad aver distinto per primo una scienza che non studia qualcosa di particolare – come l’astronomia i fenomeni celesti e la botanica le piante – ma che pretende di indagare tutto ciò che è in quanto è. Platonismo e aristotelismo hanno intramato secoli di dibattiti metafisici, fino alla complessa impresa filosofica di Plotino.
Nella filosofia contemporanea, sia sul versante continentale (Heidegger) che in quello analitico (Quine), l’ontologia ha ricoperto un ruolo centrale per tutto il Novecento, e non è scorretto affermare che molti dei più rilevanti contributi di metafisica contemporanea riguardino l’ontologia e quella che con van Inwagen ha preso il nome di “metaontologia”. Cosa però l’ontologia davvero sia e, per usare una perspicua formulazione di Achille Varzi, “dove comincia e dove finisce”, rimane problematico. Si registra invece una tendenza tra i filosofi a considerare in qualche modo risolto il dibattito sull’ontologia antica, o comunque a ritenerlo di pertinenza esclusiva degli storici. Scopo di questo volume è proporre un diverso tipo di indagine con un duplice intento. Da un lato, c’è l’ambizione di tornare all’ontologia antica attraverso le conquiste del dibattito contemporaneo. Dall’altro, c’è l’intento di mostrare come alcune questioni sollevate nell’antichità mantengano intatto il loro interesse, e, anzi, possano fornire importanti e originali prospettive filosofiche anche in rapporto al dibattito contemporaneo. L’indagine sarà dunque condotta nel rispetto della metodologia storica, ma con un interesse chiaramente filosofico.
Le aree su cui si invitano gli autori a contribuire sono: a) la filosofia di Parmenide; b) il pensiero di Platone e Aristotele; c) la filosofia ellenistica; d) la riflessione tardo-antica.

Istruzioni per gli autori: Sono ammessi testi in lingua italiana, inglese, tedesca e francese. I manoscritti devono essere inviati in formato Word insieme a una versione in .pdf come allegato di posta elettronica a Filippo Forcignanò (filippo.forcignano@unimi.it). I contributi verranno inviati a due reviewers indipendenti secondo la procedura del referaggio doppiamente cieco. I reviewers possono richiedere all’Autore di modificare o migliorare i loro contributi per la pubblicazione. Si prega quindi di allegare sia una versione del contributo anonima intitolata “Manoscritto” sia una “Pagina Copertina” separata in cui siano indicati il nome completo degli Autori, il titolo accademico, l’Università (o l’Istituto) di appartenenza e i recapiti. Il Manoscritto deve contenere un abstract in inglese che non superi le 150 parole e 5 parole-chiave (Keywords). Ogni proprietà del file che potrebbe identificare l’Autore deve essere rimossa per assicurare l’anonimato durante la procedura di referaggio. Di ogni testo verrà accusata ricevuta. Nella preparazione potrà essere adottato qualunque stile chiaro e coerente, ma in caso di pubblicazione l’autore dovrà inviare una versione finale che rispetti le norme editoriali della rivista (si vedano le norme redazionali alla pagina http://www.disciplinefilosofiche.it/norme-redazionali/). Inviando un manoscritto, l’autore sottintende che il testo non è stato pubblicato in precedenza in nessun’altra sede e che non è oggetto di considerazione da parte di alcuna altra rivista. In caso di pubblicazione, l’autore è tenuto a rinunciare ai diritti a favore dell’Università degli Studi di Bologna. Potrà richiedere alla Direzione della Rivista il diritto di ripubblicare l’articolo.

Scadenza per l’invio dei manoscritti: 30 settembre 2017.
Notifica di accettazione, accettazione condizionata, rifiuto: 30 novembre 2017.
Scadenza per l’invio della versione finale: 15 gennaio 2018.

2) DISCIPLINE FILOSOFICHE XXVIII, 2, 2018: PROSPETTIVE FILOSOFICHE SULLA RELAZIONE TRA ESPERIENZA AFFETTIVA E PSICOPATOLOGIA. Volume a cura di Anna Bortolan e Alessandro Salice

L’esperienza affettiva è un importante tema di ricerca all’interno della tradizione fenomenologica, tema nell’esplorazione del quale un costruttivo dialogo è stato spesso instaurato con la ricerca su emozioni, soggettività, esperienza sociale, etica ed estetica condotta nella filosofia della mente di stampo analitico e nelle scienze cognitive. In fenomenologia, sia classica che contemporanea, lo studio dell’affettività è stato spesso legato all’analisi dei disturbi dell’esperienza caratteristici di varie forme di psicopatologia. In questo contesto, particolare attenzione è stata dedicata alle alterazioni dell’esperienza presenti nella depressione e nella schizofrenia, ma anche altri disturbi, come ansia, anoressia nervosa, disturbo di personalità borderline, e disturbo ossessivo-compulsivo, sono stati esplorati. In quest’ambito sono emersi molteplici temi di ricerca: la relazione tra disturbi dell’ affettività e disturbi dell’esperienza di sé e dell’autocoscienza; la distinzione tra emozioni, umori, sensazioni corporee ed “existential feelings”, e il modo in cui tali dimensioni sono coinvolte nei disturbi psicopatologici; il ruolo di emozioni come la vergogna e il senso di colpa nella depressione; la connessione tra affettività, cognizione ed azione e le sue possibili alterazioni; i disturbi della regolazione affettiva; la relazione tra affettività, linguaggio e narratività e come questa può modificarsi. Con l’intento di contribuire allo sviluppo dei dibattiti esistenti in quest’area di ricerca, sollecitiamo l’invio di articoli che indaghino da qualsiasi prospettiva filosofica i vari aspetti della relazione tra affettività ed esperienza psicopatologica.

Con contributi da parte di: Lisa Bortolotti (University of Birmingham) & Matthew Broome (University of Oxford); Shaun Gallagher (University of Memphis); Mads Gram Henriksen (University of Copenhagen) & Maja Zandersen (University of Copenhagen); Anastasia Philippa Scrutton (University of Leeds).

Istruzioni per gli autori: I testi possono essere presentati in lingua inglese, francese, tedesca o italiana e non devono superare le 9000 parole, inclusi abstract, note e bibliografia. I manoscritti, indipendentemente dalla lingua in cui sono redatti, devono essere accompagnati da un abstract in inglese di 150-250 parole. I testi, in formato Word e PDF, devono essere inviati tramite e-mail ad Anna Bortolan (anna.bortolan@ucd.ie). Tutti i testi verranno sottoposti ad un processo di valutazione in doppio cieco. Pertanto, al fine di poter essere considerato, ogni contributo inviato alla rivista deve includere due documenti: un file contente il nome, l’affiliazione e le informazioni di contatto dell’autore, ed il manoscritto preparato per la procedura di valutazione anonima. I testi devono essere redatti in conformità alle norme editoriali della rivista (http://www.disciplinefilosofiche.it/norme-redazionali/) e non devono essere stati pubblicati precedentemente o essere oggetto di considerazione per un’altra pubblicazione.

Data entro la quale i manoscritti devono essere inviati: 15 febbraio 2018
Data prevista per la pubblicazione: novembre 2018
Per ulteriori informazioni si prega di contattare Anna Bortolan (anna.bortolan@ucd.ie).