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XXVIII, 1, 2018: Ancient Ontologies. Contemporary Debates. Edited by Riccardo Chiaradonna, Filippo Forcignanò and Franco Trabattoni

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copertina-2016-1-fronte Nessuno metterebbe in discussione che l’ontologia, intesa come area di indagine propriamente filosofica, sia nata in Grecia e che i dibattiti contemporanei riflettano alcune delle posizioni assunte dagli autori antichi riguardo le questioni ontologiche più rilevanti. Ad esempio, riguardo gli universali, l’essenza, la causalità o lo statuto degli oggetti concreti. È stato per primo Aristotele a distinguere una scienza che non studia nulla di particolare – come l’astronomia indaga i fenomeni celesti e la botanica le piante –, ma tutto quello che è nella misura in cui è. Platonismo e Aristotelismo si sono fronteggiati per secoli, pur con qualche momento di contatto, preparando il terreno per il complesso progetto filosofico di Plotino. Durante l’intero XX secolo, l’ontologia ha svolto un ruolo di primo piano. Molti dei più rilevanti contributi in metafisica contemporanea riguardano questioni ontologiche. Tuttavia, cosa sia l’ontologia e quali siano i suoi confini resta materia di discussione. È dunque opportuno domandarsi se l’ontologia antica non possa offrire elementi di riflessione a riguardo. Si riscontra infatti, per così dire, una certa tendenza a considerare il dibattito sull’ontologia antica risolto, affidando agli storici della filosofia il compito di presentarlo in modo “museale”. Lo scopo di questo volume è smentire questo approccio, insistendo sul fatto che la riflessione filosofica antica, se affrontata nel rispetto delle conquiste della storiografia ma indagata con gli strumenti della metafisica contemporanea, può stimolare nuove e promettenti linee di ricerca. L’idea portante del presente progetto è, al contrario, quella di valorizzare l’antico proprio e soprattutto per l’apporto originale e per certi versi “innovativo” che esso può dare al dibattito contemporaneo, grazie alla sua capacità di focalizzare l’attenzione su aspetti interessanti che la selezione operata dal modo moderno di pensare talvolta inclina a occultare, ovvero a mettere in secondo piano. È infatti solo in questo modo che la storia della filosofia può continuare ad essere interessante per i filosofi di oggi, pur mantenendo il rigore critico inerente al lavoro storico in quanto tale, scartando la tentazione di promuovere il merito della ricerca storica solo sulla base di seducenti ma irrilevanti semplificazioni.

Indice
(cliccando sul titolo si può leggere l’abstract)

Riccardo Chiaradonna, Filippo Forcignanò, Franco Trabattoni, Presentazione
Francesco Fronterotta, “Do the Gods Play Dice?”. Sensible Sequentialism and Fuzzy Logic in Plato’s Timaeus
Riccardo Chiaradonna, Massimo Marraffa, Ontology and the Self: Ancient and Contemporary Perspectives
Gabriele Galluzzo, Are Matter and Form Parts? Aristotle’s and Neo-Aristotelian Hylomorphism
Riin Sirkel, Essence and Cause: Making Something Be What It Is
Marilù Papandreou, Aristotle’s Hylomorphism and The Contemporary Metaphysics of Artefacts
Gabriele De Anna, Substance, Form, and Modality
Maddalena Bonelli, Dipendenza e indipendenza ontologica: la modernità della posizione peripatetica
Enrico Postiglione, Aristotle on the Distribution of Consciousness
Diego Zucca, Neo-Aristotelian Biofunctionalism
Matteo Pietropaoli, L’οὐσία come presenza costante e l’esser vero come autentico essere. Heidegger interprete di Aristotele, Metafisica Θ 10